Archivio dei Suoni

Tre composizioni che potete ascoltare anche mentre navigate. Nota: i pezzi sono ottimizzati per essere riprodotti dal sintetizzatore AWE di una Sound-Blaster. Non ho la minima idea di cosa possiate sentire se usate altre schede o emulatori software.

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Storie di Suoni

1 Gennaio 1998

E venne il SID (Sound Interface Device). Prima di lui i computer facevano solo bip-bip. A dire il vero c'erano stati dei precedenti - il VIC 20 e qualche scheda dedicata per gli Apple, forse pochi altri - ma il SID fu il primo vero coprocessore audio montato di serie su un personal computer di larghissima diffusione, il Commodore C64.
Tre oscillatori, quattro forme d'onda e alcune interessanti possibilita'; i difetti principali consistevano nella limitata polifonia (tre voci) e in una qualita' audio da brivido: un intenso ronzio di fondo lo rendeva pressoche' inutilizzabile per altro che non fosse la colonna sonora e gli effetti di un videogame.

Nonostante tutto c'era chi col SID provava a comporre musica - me compreso. Dopo di lui i computer divennero sempre piu' adatti a riprodurre suoni: arrivarono gli Atari, gli MSX, arrivo' l'Amiga, e finalmente anche il PC, ormai divenuto sinonimo di IBM-compatibile, ebbe le sue prime schede audio dedicate.

Lo Yamaha OPL2 era un ottimo sintetizzatore, integrato in molte schede, prima fra tutte la famosa Ad-Lib. Purtroppo fu sacrificato dalla ormai necessaria compatibilita' con lo standard MIDI. L'OPL2 infatti, con la sua sintesi FM, non era assolutamente adatto a imitare strumenti reali, ne' io ricordo di avere mai visto in circolazione alcun programma che permettesse di programmarlo direttamente. Suonava bene, ma era un sintetizzatore, non un emulatore. Peccato. Resta come un cimelio, tuttora integrato, per ragioni di compatibilita', in molte schede audio, nella sua versione aggiornata OPL3.

Il resto e' storia recente. La Sound-Blaster divenne uno standard di fatto, merito o colpa soprattutto dei programmatori di videogames, poco inclini a sviluppare driver differenti per ogni scheda. E se all'inizio la Sound-Blaster era in pratica una Ad-Lib con la semplice aggiunta di una sezione di conversione anologico-digitale, col tempo si trasformo' e miglioro' fino ad acquisire le capacita' odierne, sintesi AWE tramite processore EMU, conversione A/D-D/A a 16 bit e 44 KHz, polifonia a 64 voci (piu' teorica che reale) grazie all'emulazione Wavesynth e Waveguide.

L'ultima moda e' rappresentata appunto dagli emulatori software. Questi sono programmi o driver che sfruttano la sezione di conversione D/A per generare istante per istante la forma d'onda desiderata, utilizzando per lo piu' tecniche Wave-Table. Oltre a Sound-Blaster ne esistono diversi, Roland, Yamaha. La loro qualita' e' cresciuta rapidamente fino a eguagliare e in alcuni casi superare i coprocessori hardware dedicati; riescono a generare un bel suono, a volte molto realistico. Il loro principale limite e' quello di richiedere una notevole potenza elaborativa, tanto che, a meno di tollerare frequenti distorsioni o inceppamenti, e' quasi impossibile fare altro mentre li si utilizza.

Collegamenti

EnoWeb - Forse il piu' geniale e innovativo compositore di questo secolo.