Aatomor live!
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Febbraio 2001 |
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"Ti dico una cosa: non fare
come me. Cerca di superare il momento e vedere le cose da
una certa distanza, senza lasciarti trascinare da niente
e nessuno. Cerca di capire cosa e' davvero
importante."

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Invio un
messaggio a un Amico. Perche' possa tornare la pace tra
noi. Una richiesta di perdono. So di averlo spaventato, e
questo mi addolora. Cosi' penso che, se avesse messo un
filtro nella posta, avrebbe fatto bene.
La mia vita,
filtrata via elettronicamente. E anche quella richiesta
di perdono.
Va bene, eccomi
qui, immerso nella notte piu' buia. C'e' un grande
silenzio. Mi sono allontanato da quel newsgroup, in cui
mi sono sentito usato, non da tutti, ma da qualcuno si'.
Con la sgradevole sensazione che alla fine nessuno abbia
afferrato fino in fondo quello che avevo da dire. Rialzo
le mie barriere, tranne che per pochi, quei pochi che
gia' sanno che, per loro, le mie barriere saranno sempre
abbassate. Cerco di dimenticare quella ragazza che ha
contribuito non poco a provocare tutto questo. Ecco, per
alcuni aspetti io mi sono comportato come lei. L'ho
seguita. Ho imitato i suoi sogni. Invece di essere umile
e semplice. Ma sono io ad avere sbagliato.
Comunque mi sento
meglio. Abbattuto, ma con una certa forza che sento
crescere dentro. Di quella esperienza nel newsgroup mi
restano impresse due frasi:
Tu non puoi
conoscermi, se io non voglio.
E
Siamo andati
oltre l'amarci.
Nessun commento.
Le lascio qui, a giudizio dei posteri.
Questa notte ho
fatto anche sparire il mio sito. Forse lo rimettero' in
piedi, non ora. Ho lasciato solo una foto. Due soldati
che parlano tra di loro, seduti ai piedi di alcune
costruzioni. Dietro, una fila di alberi, e il cielo. Uno
sorride. L'altro ascolta.

Notte.
Una quiete
bellissima. Cosi' profonda da fare venire i brividi.
Ascolto questa canzone, a basso volume, Philadelphia, di
Neil Young. Lieve come aria. Le note si diffondono nello
studio, senza una provenienza. I prossimi giorni non so
cosa faro'. Magari mi spezzero' in due per il peso.
Ma in questo momento sto bene.
C'e' delicatezza.
C'e' Amore.

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E invece no, non
mi sono spezzato in due, anzi. Ho ottenuto una maggiore
consapevolezza di me, di quello che sono, di quello che
provo, di cosa e' veramente importante.
Ricevo una
risposta alla mia richiesta di perdono. La mia vita non
era stata filtrata via elettronicamente. Ne' avrebbe
potuto esserlo, anche se non avessi ricevuto alcuna
risposta. Ma quella risposta mi ha aiutato parecchio. E
non solo me, credo.
Il cuore di
ognuno e' troppo grande per farsi sviare da un errore, se
e' in grado di ascoltare e guardarsi dentro. O almeno,
penso che dovrebbe essere sempre cosi'. In realta' non e'
facile mantenere sempre un equilibrio. Ci sono paure, ci
sono sentimenti forti di gioia e tristezza, di amore e
perdono. Penso che debbano essere sempre ascoltati,
perche' e' questo che siamo.
Ma e' necessario
farlo con grande attenzione. Piu' ci si allontana dalla
materialita' delle cose, piu' si affonda lo sguardo
all'interno di se' e degli altri, maggiore e' il rischio
di lasciarsi trascinare lungo strade sbagliate. E'
davvero indispensabile una grande umilta' e capacita' di
comprendere.
Attraverso due
giorni strabilianti, momenti in cui avverto una grande
calma e una grande forza, anche fisica. Ne sono sorpreso.
Mi ero trovato in mezzo al buio piu' profondo, ed invece
eccomi in una stanza, seduto sul letto con la camicia
slacciata, fermo a pensare. Provo sensazioni difficili da
descrivere. Mi sembra quasi che mio padre sia di nuovo
li', accanto a me, a guardarmi con un sorriso.

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Scrivo alcuni
messaggi. Che cosa ricordo, di questi giorni?
Le sensazioni di
due pomeriggi, provate da solo nel silenzio di una
stanza. Due lunghi momenti di gioia, emozioni cosi'
profonde e intense da farmi sentire come un pezzo di
ghiaccio che si squaglia.
Come se mi fossi
sentito liquido. Non c'era niente, ero fermo o forse mi
muovevo con una grande calma. Dei gesti tranquilli,
mentre la mente era immobile e il cuore volava. E'
sparito il mio corpo, e' sparito il mondo con tutte le
sue schifezze e cose futili e sono rimasto semplicemente
abbagliato e sciolto da tanta grandezza.
Ricordo, un altro
giorno, un risveglio nel buio. E la percezione di essere
solo. Come una improvvisa, brutale assenza.
Una notte in cui
la luce e' saltata. E il mio sguardo si e' spostato
all'esterno, oltre la finestra. Osservando il cielo
scuro, non nero, la notte, la distanza, il silenzio.
Ho visto una stella all'orizzonte, molto luminosa.
Tremava leggermente. C'era solo quella, la sua luce fino
ai miei occhi dalla profondita' dello spazio.
Una mattina piena
di sole. La musica di una canzone malinconica e grande,
Trouble dei Coldplay, ad alto volume, la finestra aperta,
l'aria fresca di febbraio, il respiro, e un aereo
rombante che attraversa il cielo.
L'incontro con
una persona, una donna, in una stanza fredda. Il mio
parlare e il suo ascoltare, senza riuscire del tutto a
sentirmi. Le ho lanciato dei messaggi. Fatto delle
domande, chiesto delle risposte che non sono arrivate.
Certo sono stato un po' criptico, come mio solito. Ma non
me la sentivo di aprimi del tutto, quello che cercavo era
una persona in grado di superare le parole e vedermi. Era
una persona che pensavo avrebbe potuto aiutarmi a
iniziare a realizzare i miei sogni. Ho guardato i suoi
occhi. Erano spenti.
Le sue proposte mi hanno deluso. Sono cose che ho gia'
provato e vissuto, e mi hanno dato molto poco. E certo
non chiudero' questa strada, anzi provero' di nuovo, in
modi diversi. Ma ho capito che per realizzare in pieno me
stesso devo aprire altre strade, tentare imprese
parecchio piu' complesse e ardite.
Non mi basta piu', signora dai capelli castani.
Quando se ne e' andata, mi sono sentito meglio. Meglio il
silenzio e me stesso.

Messaggio
in una bottiglia
"Alle navi
in navigazione e ai porti di scalo, alla mia famiglia, e
a tutti gli amici ed estranei.
Questo e' un messaggio e una preghiera. Il messaggio e'
che i miei viaggi mi hanno insegnato una grande verita':
io ho gia' avuto quello che tutti quanti cercano, e che
soltanto pochi trovano, la sola persona al mondo che ero
destinata ad amare per sempre. Una persona come me, di
Outer Banks, sull'oceano atlantico misterioso. Una
persona ricca di semplici tesori, che si e' fatta da
sola, che da sola ha imparato. Un porto in cui mi sento a
casa per sempre, e che nessun vento, nessun problema,
nemmeno la morte potranno mai distruggere.
La preghiera e' che tutti al mondo possano conoscere
questo genere d'amore, ed essere da esso sanati. Se la
mia preghiera sara' ascoltata saranno cancellati per
sempre tutti i rimpianti, e tutte le colpe, e avranno
fine tutti i rancori.
Ascoltami, mio
Dio. Amen."
(Da Le Parole che
non ti ho detto.)

un
anno luce di strada davanti
Dopo il gran da
fare che mi do per le altre persone alla fine resto
sempre a viaggiare da solo. E devo ancora riuscire a
capire se questo mi faccia piacere. Certi giorni si' e
certi giorni no.
"Ho bisogno
di una macchina del tempo con una radio accesa per andare
dove voglio. A piedi e' troppo squallido."
(Da Un mondo
perfetto.)

sguardi
Una mattina. Un
tecnico. Una stanza. Me. Altre due persone che girano.
Il tecnico l'ho
chiamato per alcune regolazioni sulla sedia a rotelle in
lega leggera, quella che usero' per uscire. Avra'
ventiquattro anni. Mi chiede se preferisco che faccia il
lavoro sul posto o in officina, gli dico: "come
ritiene sia meglio, per me e' lo stesso." Decide di
lavorare sul posto.
Ed entra in
azione, ribaltando il mezzo nero e cominciando a svitare
brugole e bulloni. Lo osservo, mentre penso "il nero
e' una costante della mia vita. Nero il mio sito, nero il
quadrante dell'orologio, nero lo schermo su cui scrivo,
nera la sedia a rotelle, nera la moto che ho avuto."
Non e' un colore triste. E' un colore deciso e ricco di
sfumature. Contrasta col giorno e assorbe la luce.
Distolgo lo
sguardo. Di lui ho visto abbastanza, ha un viso simpatico
e capace, e a me non piace fissare persone intente al
lavoro. Perche' puo' sembrare un dubbio o una critica, e
invece di lui mi fido.
Passa una ragazza
brasiliana della sua eta', con gonna al ginocchio e calze
nere. Lui si gira, non gli sfugge niente. E'
accovacciato. Mi chiedo cosa veda dalla sua posizione.
Noto il suo sguardo lungo, accigliato, da osservatore che
valuta rapidamente ogni possibilita', mentre penso
"se stringi ancora piu' forte quel bullone lo
ridurrai in briciole, o la chiave inglese ti sfuggira' di
mano."
Abbasso la testa
e sorrido. Entra un'altra persona, si siede. Lui torna a
concentrarsi sull'alluminio. Io a fissare il suolo.
Entrambi in silenzio.
A un tratto la terza persona dice qualcosa, dice "e'
piu' complicato di quello che sembrava, non e' come avevi
detto" e allora...
Start.
"ci sono
bulloni e chiavi sparse una cassetta rossa degli attrezzi
dietro di lui sto fissando a terra penso ma perche' ha
detto una cosa simile non ne sa niente lui ha interrotto
il lavoro lo so anche senza guardare sento la pausa e il
silenzio il rumore alterato ha variato anche il respiro
ora sta tirando fiato per dire qualcosa le sue mani si
sono fermate penso vorrei essere al suo posto o almeno
dargli una mano guarda se uno deve anche sentirsi
spiegare quello che fa e sta facendo bene poi figurarsi
se svitare quattro bulloni e' una cosa complicata sembra
quasi una presa in giro o un'offesa lui e' un bravo
ragazzo e pure simpatico fa queste cose per lavoro
serrera' mille viti al giorno senza neanche pensarci
sento che non parla e aspetta qualcosa forse gli e'
venuto un dubbio e' come se improvvisamente qualcuno lo
avesse fatto sentire un estraneo un poco incapace stavamo
cosi' bene io a fissare il pavimento lui a stringere
bulloni era quasi un momento perfetto poi arriva qualcuno
a infrangere un'armonia a intrufolarsi e dire la sua
senza saperne un accidente vorrei dirgli diglielo ma lui
non parla diglielo forse si sente fuori posto e allora
devo darmi da fare dire qualcosa per sbloccare la
situazione percio' senza alzare la testa con un tono
basso di voce comincio a parlare dico "no,
non..." avverto un movimento e allora comincio ad
alzare la testa scommetto che e' sorpreso che sia io a
parlare dico "e'..." lui in attesa poi avverto
un respiro ho intravisto un riflesso e' come se ora
sentissi il suo sguardo i suoi pensieri improvvisamente
distolti continuo ad alzare la testa mentre lui dice
"no, non..." e io "cosi' complicato"
e i nostri sguardi e le parole si incrociano non finisce
nemmeno la frase non e' piu' necessario mi osserva con un
largo sorriso ha una luce negli occhi ci siamo capiti ok
va tutto bene ora."
Stop.
Tutto questo
sara' durato meno di cinque secondi.

28
Un altro mese e'
finito. Sono accadute molte cose, per diversi aspetti la
mia vita e' cambiata e sta cambiando. Non ho potuto
raccontare tutto, me ne e' mancato il tempo. Anche questo
mese ho sofferto, meno rispetto a gennaio. Ci sono stati
alti e bassi, alcune giornate e alcuni momenti splendidi,
altri in cui ho dovuto fare i conti con me stesso, con i
miei errori, con il mio intenso desiderio di realizzare i
miei sogni e la difficolta' di farlo. In ogni caso ho
imparato molto. Piu' degli ultimi cinque anni, che ho in
gran parte trascorso dedicandomi a cose davvero poco
importanti. Ho sprecato cinque anni della mia vita e ora
me ne rendo conto, e' una conoscenza dolorosa ma
necessaria. Voi siete liberi di scegliere, come sempre:


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